Valutare le politiche per la sicurezza alimentare: prospettive dal progetto PRIN-PNRR
Come si valutano le politiche per la sicurezza alimentare? È sufficiente misurarne gli effetti oppure è necessario comprendere i meccanismi che ne determinano il funzionamento e la loro trasferibilità in contesti differenti?
A queste domande ha cercato di rispondere il progetto PRIN-PNRR Evaluating Food Security Policy: Effectiveness, Extrapolation and Policy Transfer, coordinato dall’Università degli Studi di Teramo con la partecipazione dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
In occasione della presentazione dei risultati del progetto, svoltasi a Teramo il 20 febbraio 2026, Benedetta Bernardini, dottoranda del gruppo PAGE – Pisa Agricultural Economics dell’Università di Pisa, è stata invitata a partecipare alla tavola rotonda conclusiva dedicata alla discussione dei casi studio analizzati.
Tra i casi discussi, l’approvvigionamento nelle mense scolastiche rappresenta un ambito di particolare rilevanza anche per le attività di ricerca del gruppo PAGE e per il progetto europeo FoodCLIC, che si occupa della trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari urbani.
Sei casi studio tra domanda e offerta
Il progetto ha analizzato sei iniziative di policy nel campo della sicurezza alimentare, distinguendo tra:
- interventi sul lato della domanda, rivolti direttamente ai beneficiari delle politiche;
- interventi sul lato dell’offerta, orientati alla riorganizzazione delle filiere alimentari e dei sistemi locali.
L’analisi è stata condotta attraverso un approccio theory-based, che non si limita a misurare i risultati di una politica ma indaga i meccanismi causali attraverso cui tali risultati si producono e le condizioni che ne consentono la replicabilità in altri contesti.
In questo quadro, la valutazione delle politiche si concentra su tre dimensioni principali:
- Effectiveness: quali effetti sono osservabili;
- Extrapolation: attraverso quali meccanismi la politica produce tali effetti e in quali condizioni;
- Policy transfer: in che modo tali esperienze possano essere adattate ad altri contesti.
Il caso delle mense scolastiche
Nell’ambito dei casi analizzati, l’approvvigionamento nelle mense scolastiche rappresenta un ambito di particolare interesse per il gruppo PAGE e per le attività di ricerca condotte nell’ambito del progetto FoodCLIC.
La ristorazione scolastica può infatti essere interpretata come uno strumento di politica alimentare multidimensionale, capace di integrare diversi obiettivi:
- qualità nutrizionale e accesso a cibo sano;
- valorizzazione delle filiere locali;
- educazione alimentare;
- riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi alimentari.
L’esperienza discussa durante la tavola rotonda, con riferimento al caso del Comune di Capannori (LU), evidenzia il ruolo centrale della governance come fattore abilitante.
L’introduzione di strumenti di coordinamento tra amministrazione pubblica, gestori del servizio e produttori locali ha infatti permesso di orientare il sistema di approvvigionamento verso criteri di sostenibilità , mantenendo al contempo elevati standard qualitativi del servizio.
Strumenti quali manifestazioni di interesse per i fornitori locali, attività di scouting delle imprese del territorio e formazione del personale di cucina non rappresentano semplici aspetti operativi. Essi costituiscono veri e propri dispositivi istituzionali attraverso cui la politica pubblica rende possibile l’innovazione e la riorganizzazione delle relazioni tra attori del sistema alimentare locale.
La replicabilità di queste esperienze richiede tuttavia un attento adattamento ai contesti locali. Più che trasferire meccanicamente un modello, l’obiettivo diventa comprendere le condizioni istituzionali e organizzative che ne hanno reso possibile il successo.
Nel caso delle mense scolastiche, la governance emerge come variabile strategica. L’orientamento delle politiche verso obiettivi di sostenibilità richiede coordinamento tra attori pubblici e privati, stabilità dei contratti e integrazione con le strategie territoriali. Tali elementi costituiscono condizioni necessarie, sebbene non sufficienti, per la transizione verso sistemi alimentari più equi e sostenibili.
